Com’è profondo il mare

dicembre 4, 2018

“Mi ha chiesto di sposarlo il 6 marzo del 2017, in cima al faro di Sanganeb, in Sudan. Eravamo in viaggio con amici per una crociera di immersioni nel Mar Rosso. Si è inginocchiato, con una stella marina di diamanti e ha chiesto la mia mano: è stato un tuffo al cuore!”. Martina ripensa così a quel momento così intimo e magico, vissuto con Carlo. Il ‘sì’ è arrivato circa un anno dopo, sulla collina di Solva, sopra Alassio…

“La costante del nostro incontro e di tutta la nostra storia è il mare, che è anche una delle nostre più grandi passioni condivise”, spiega lei. Entrambi sub, hanno scelto di celebrare il loro matrimonio, accompagnato dalle note di un violino, nella chiesa di Santa Croce, “piccolissima, in pietra, del 1200 circa. È costruita proprio a picco e offre una splendida vista dalle due terrazze panoramiche antistanti, dove abbiamo accolto i nostri ospiti”. Il ricevimento si è poi svolto al ‘Baba Beach’, sempre ad Alassio, sempre “in riva al mare”.

Ogni dettaglio del loro giorno più bello, dalle partecipazioni ai menù, disegnati dalla sposa, “è stato un tassello di noi, della nostra passione, che abbiamo pensato di far conoscere e condividere con i nostri invitati”, aggiunge. Cipria, panna, corda e bianco, i colori dominanti degli addobbi, “con un pizzico di colore dato da inserti di pepe rosa che rendevano tutto più personale”. Molto suggestivo e scenografico, il tableau: “Ho portato in location la mia vecchia scrivania di legno e con un allestimento curato ad hoc abbiamo cercato di riprodurre quella del Comandante Jacques-Yves Cousteau, posizionando anche libri e attrezzatura subacquea”.

Per il suo giorno più bello, Martina non voleva un abito “tradizionale ma qualcosa di particolare, moderno ma che mi facesse sentire allo stesso tempo una vera sposa”. Così si è affidata a Elisabetta Polignano: “Non la conoscevo direttamente ma avevo visto cosa aveva realizzato per una mia cara amica di Oleggio. Ero rimasta molto colpita dalla qualità del capo”. Una volta in Atelier, “è stato amore a prima vista! Elisabetta ha capito immediatamente cosa stessi cercando: il mio abito aveva una splendida coda realizzata con la stessa seta del vestito, fatta di onde. Semplice e spettacolare”.

Foto di Alberto Balbi