Cantando sotto la pioggia

Cantando sotto la pioggia

“I preparativi sono durati appena tre mesi: ci siamo lasciati ispirare da noi stessi, volevamo un matrimonio intimo, che parlasse di noi alle persone che avevano deciso di prendere parte al nostro giorno più bello”. Federico ha chiesto a Valeria di sposarlo “a casa, durante una serata qualunque di un anno fa – racconta lei – in cui io avevo i capelli arruffati e il pigiama di pile e c’era Louis Armstrong in sottofondo…”.

La coppia si è detta per sempre ‘sì’ lo scorso 10 ottobre a Roma, nella chiesa di Santa Prisca all’Aventino. “La pioggia incessante e battente ci ha costretti a cambiare location del ricevimento a soli due giorni di distanza dell’evento” spiega Valeria, ma tutto è andato a meraviglia, grazie anche alla professionalità del catering a cui lei e Federico si erano rivolti, ‘Servizi Cherubini’: “Situata a pochi metri di distanza da quella che avevamo originariamente scelto, sempre sull’Appia Antica, ’Villa Dino’ si è rivelata la soluzione migliore che potessimo immaginare. I suoi ambienti spaziosi e raffinati, la fantastica vetrata del piano superiore con affaccio sul lussureggiante giardino, ci hanno fatto letteralmente dimenticare della pioggia, insomma un vero successo!”.

La pioggia è proprio l’aneddoto romantico e divertente legato al suo giorno speciale: “Non ci ha mai abbandonati – dice Valeria – e ha reso l’uscita dalla chiesa molto suggestiva, piena di ombrelli!”. A fare da testimoni, la sorella minore della sposa e gli amici storici di entrambi, tra cui Alessandra, “l’amica del cuore che mi ha presentato mio marito: lui è romano, io di origini calabresi e mi sono trasferita a Roma all’età di 18 anni per studiare. Ho conosciuto le mie testimoni di nozze nei primi anni dell’Università, mentre qualche anno più tardi, in una sera qualunque, Alessandra mi ha presentato Federico”. Tra i ricordi più belli, la canzone ‘A mano a mano’ di Rino Gaetano, cantata “a squarciagola” con gli amici durante il ricevimento: “È un brano a cui siamo molto legati”.

La scelta dell’abito non è stata immediata “anzi – aggiunge Valeria –, è avvenuta per caso!”. “Non ero troppo convinta di quello che stavo provando e, proprio mentre ero persa in una nuvola di tulle, Livia de ‘Il Giardino Fiorito delle Spose’ mi ha guardato a dir poco perplessa, chiedendomi se mi sentivo me stessa con quel vestito. Allora mi ha suggerito di provare un ultimo modello che secondo lei poteva fare al caso mio”. Una creazione di Elisabetta Polignano: “Gonna svasata e un leggero strascico, un tessuto di seta purissima a illuminare la mia pelle, due code di organza sul retro rendevano il tutto ancora più raffinato ed elegante… Appena ho indossato quello che è diventato il mio abito ed ho visto la mia immagine riflessa nello specchio, ho avvertito la consapevolezza di essere bella nel modo in cui volevo!”.

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