‘Le fil rouge’: due innamorati a Parigi

‘Le fil rouge’: due innamorati a Parigi

“Dopo 11 anni di fidanzamento Marco mi ha chiesto di sposarlo nel cantiere della nostra casa ancora in costruzione. Ha allestito un piccolo angolo in una delle stanze e abbiamo brindato con champagne alla luce delle candele”. Per Sara il ricordo del suo giorno più bello ne evoca subito un altro, romanticissimo. “È stato molto faticoso trasformare quel cascinale nel nostro nido e ormai, nel settembre 2014, potevamo vedere la luce in fondo al tunnel: la casa sarebbe stata pronta a breve”.

Il ‘sì’ è arrivato in una meravigliosa giornata di sole il 30 agosto scorso, dopo circa un anno di preparativi: “Ci pareva un’eternità – racconta lei – e invece il tempo è letteralmente volato!”. La cerimonia religiosa si è svolta nella chiesa di Casaleggio Novara, piccolo paesino dove la sposa è cresciuta e dove oggi vive con Marco. “Situata a pochi metri dalla casa di mia nonna, è la chiesa nella quale conservo i miei ricordi. Fin da piccola immaginavo come sarebbe stato varcare quella soglia, accompagnata dal mio papà, in abito bianco…”. Gli invitati sono stati poi accolti al ‘Castello Dal Pozzo’ ad Oleggio Castello, sempre nel Novarese, immerso nel verde e con una stupenda terrazza vista Lago Maggiore.

“L’organizzazione del matrimonio è stata molto divertente”, confida Sara, che con suo marito si è trovata perfettamente d’accordo e in sintonia nella definizione di ogni aspetto e dettaglio. Per la scelta del fotografo, si sono affidati a Paolo D’Onofrio di ‘Novarasposi’, che hai incontrato più volte nel nostro Blog grazie ai suoi preziosi consigli per te. La coppia, oltre al classico album fotografico e al video della giornata, su suggerimento di Paolo si è dedicata anche un emozionantissimo ‘pre-matrimonio’: “Ci è subito sembrato qualcosa di magico e davvero originale e, vista anche la nostra passione per i viaggi… Ci siamo ritrovati per il servizio fotografico a Parigi, meta di uno dei nostri primi viaggi insieme! L’esperienza è stata indimenticabile…”.

Il video è stato poi proiettato durante il ricevimento: “Le fil rouge era il titolo del nostro ‘film’ – aggiunge Sara – e proprio intorno alla Città dell’Amore è ruotato tutto il tema delle nozze, dal tableau alla confettata. L’allestimento aveva le tonalità del blu intenso, proprio come la cintura del mio abito da sposa, proposta da Elisabetta Polignano”. Del suo abito Sara si è perdutamente innamorata durante la sfilata che ogni anno la stilista riserva alle future spose nel suo Atelier di Oleggio: “Il pizzo delicato, le trasparenze sul décolleté e sulla schiena, la linea scivolata – lo descrive –. Un’altra sua particolarità era il corpino staccabile: durante il ricevimento, quindi, l’abito si è ‘trasformato’. È stato amore a prima vista, ancora oggi conservo nel cellulare le infinite foto che ho scattato!”.

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